Miles the complete birth of the coolThe Complete Birth Of The Cool – Miles Davis

Un cd consistente, con 25 brani metà dei quali registrati in studio e l’altra metà in live. I brani sono tutte registrazioni realizzate tra il 1948 e il 1950. Siamo in piena era bebop o meglio come scriveva Jack Kerouac nel suo On the Road (1957): 

«A quei tempi, nel 1947, il bop impazzava in tutta l’America. I ragazzi del Loop suonavano, ma con stanchezza, perché il bop era a metà strada fra il periodo del Charlie Parker di Ornithology e quello di Miles Davis.»

Quindi è più giusto dire che siamo al tramonto del Bebop. Il Bebop è uno stile caratterizzato da tempi molto veloci e da elaborazioni armoniche che molti definiscono innovative, ma che, secondo il mio umilissimo parere non sono altro che veloci sali e scendi su scale armoniche (non me ne vogliano i musicisti). Il Bop o Bepop è uno stile che privilegia le capacità tecniche del bopper, sia strumentali che improvvisative (posso garantire che non è facile pensare la scala sulla quale fraseggiare).

Musicalmente non mi piace, non amo il genere, e se avessi dovuto ascoltare i brani senza conoscerne la provenienza avrei detto senza alcun dubbio che Miles era assente. In effetti andando a scavare nell’elenco delle tracce, Miles compare come autore o co-autore solo in 2 brani: Budo (in tre versioni) brano che resterà tra quelli maggiormente riproposti da Miles (anche con John Coltrane) e Deception. Riascoltandoli in effetti si riconosce il carattere autoriale di Miles e certamente emergono diversamente a confronto dei restanti 23 brani che tuttavia sono firmati da autori del calibro di Gerry Mulligan, Bud Powell e Gil Evans.

Le foto dell’album sono di Francis Wolff, fotografo che ha firmato diverse copertine di produzioni di Dexter Gordon, Ornette Coleman, Stanley Turrentine, Horace Silver, Lee Morgan, solo per citarne alcuni.

E allora propongo per l’ascolto Budo

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •