C’è molta energia nelle ballate di questo quintetto guidato ed ispirato da Daahoud Salim, pianista, mediterraneo di nascita (Spagna) ma maturato musicalmente nel paese dei tulipani. Giovane formazione di giovani musicisti dei quali sarebbe ora che le produzioni se ne interessassero un po’ di più. Il quintetto è stato vincitore del Premio per la migliore band e il miglior solista al Festival di Getxo Jazz 2017.

DAAHOUD SALIM 5TET-JAMMIN

Daahoud Salim, Piano

DAAHOUD SALIM 5TET-JAMMIN JAZZ

Bruno Calvo, tromba | Pablo Martínez, trombone

Lo segnalo perché è da ascoltare se ne avete occasione o se siete un pò curiosi. Il mio orecchio lo suggerisce nonostante non possa definirlo né musicale né così finemente avvezzo ad apprezzare nuovi stilemi. Tuttavia quel mio orecchio ha percepito qualcosa di nuovo e di originale, apprezzabilmente piacevole, seppure all’interno di una struttura tradizionale. Il suo modernismo parte infatti da strutture consolidate e raggiunge un linguaggio sperimentale personale, con marginali inserimenti di puro jazz libero, che fanno delle sue composizioni un’avanguardia da osservare nel prossimo futuro e da apprezzare. Non mancano i richiami al movimento bebop.

Nonostante gli onori raccolti dal gruppo ho tuttavia constatato che il loro CD è autoprodotto (e viene personalmente auto promosso, con dedica a richiesta, dallo stesso Salim), ceduto all’astante all’inverosimile costo di 10 euro (!).

La loro musica è coinvolgente. Durante il live non solo la ascolti ma la senti, la percepisci, ne fai parte o meglio sei felice di essere lì e farne parte. Non saprei spiegarlo diversamente ma è semplicità, è armonia, è benessere. Salim credo abbia parlato di energia cosmica, di stelle, di luci in cielo che sono note e ciascuna di esse racconta la storia dell’universo, dell’armonia cosmica. Ora, senza voler scomodare il cosmo e Piero Angela, ho colto nella musica di Salim una bellezza immediata. Il pezzo Historia del Tiempo, contenuto nell’album La Llamada, che tra l’altro è il pezzo che state ascoltando se non avete silenziato il vostro dispositivo, racconta perfettamente quest’armonia e ti trasporta in un limbo dal quale non chiederai di uscire. Si sente molto il richiamo all’atmosfera cool di Flamenco Sketches (M. Davis, B. Evans).

La mia scarsa preparazione musicale può aver contribuito a travisare il giudizio su questa formazione ma ho trovato conforto in chi è più titolato del sottoscritto a parlare di musica. Anche Pablo Sanz, critico jazz di El Mundo, ha detto di Daahoud Salim:

"Il pianista costruisce melodie di bellezza esclusiva, usando un'energia ben proporzionata e una spiritualità cosmica forse ereditata da suo padre. Il ragazzo ha il linguaggio, la capacità espressiva e il concetto che lo dice, scommettendo su un jazz razziale che comprende anche l'emozione elevata come materia organica. C'è il blues che esce dalle sue dita, ma anche le braci del bebop, gesti dalle frasi d'avanguardia e ipnotiche che si sviluppano, quasi in trance, vanno dal meno al più".

La traduzione non aiuta molto, e onestamente non ho capito proprio tutto di ciò che Sanz avesse voluto dire anche al di là di un chiaro riferimento al cosmo, mi sembra che nel complesso sia un giudizio molto positivo.

Tornando sulla terra, voglio informarvi che ho avuto la fortuna di ascoltare questo quintetto all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’ambito della rassegna Jammin’ 2018 ed è stata l’occasione di tirare anche qualche scatto. Il progetto Jammin’ 2018 è ormai alla sua XVI.ima edizione. Da ben sedici anni la Saint Louis College of Music patrocina ed organizza il Jammin’ per dare voce a giovani talenti del Jazz e della musica in genere: strumentisti, autori, cantanti, compositori, ecc. . Interessantissima iniziativa che premia la Saint Louis e che ne fa una tra le migliori scuole di musica a livello europeo.

Oltre al fondatore Daahoud Salim segnalo anche la presenza di altri due contributi a mio avviso molto interessanti: lo spagnolo Bruno Calvo (tromba) e la sud-coreana Sun-Mi Hong (drums); entrambi da tenere d’occhio. Menzione per Pablo Martinez (trombone).

Tutti bravi ed interessanti i musicisti e le formazioni che si sono esibite sul palco del Jammin’ 2018 per il Jazz Tales ma Daahoud Salim 5tet mi ha entusiasmato …

… y luego buena suerte, mi amigo!

 

 

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