Qualche anno fa ebbi a scrivere di un mio soggiorno pisano durante il quale appresi che la Repubblica marinara era stata la città natale di un certo Leonardo Fibonacci, emerito matematico autore del Liber abaci, al quale tra l’altro si deve la scoperta della famosa progressione o sequenza del Fibonacci, per l’appunto, sequenza numerica riscontrabile in diverse forme naturali e il cui rapporto tra coppie di termini successivi tende molto rapidamente al numero noto come rapporto aureo. Tra le storielle più note sul Fibonacci, quella di aver brillantemente risolto ricorrendo alla sua sequenza numerica il problema della crescita delle popolazioni di conigli ossia di quante fossero le coppie di conigli generate in un anno partendo da una singola coppia fertile. Ovviamente questa è una semplificazione estrema del problema le cui ipotesi e le cui condizioni sono ben descritte nel suo Liber.

Questa volta però il mio breve soggiorno pisano ha un sapore più ludico. Lo devo infatti al primo sbarco in terra italiana della mega band di origine texana SNARKY PUPPY, Umbria Jazz experience a parte, che in questi ultimi anni ha fatto registrare un crescente successo grazie anche e soprattutto alla eco che i social, in particolare YouTube, hanno assicurato alle loro performance. Numeroso collettivo di giovani eccellenti musicisti che amano esibirsi soprattutto in formazione orchestrale. Poche le tappe italiane del tour europeo: iniziato a Torino, poi un tutto esaurito a Trento, quindi Pisa dove si è registrato il medesimo esito di partecipazione, e infine Bologna. Ma, inspiegabilmente, la band non frequenta, per lo meno non lo ha fatto nel breve tour italiano, i templi della musica! A Pisa, come anche a Trento, è stato uno degli appuntamenti organizzati nell’ambito della rassegne jazz: Pisa Jazz e Jazz’about.

snarky-puppy-live-pisaParliamo di loro, il collettivo degli SNARKY PUPPY, presenti a Pisa in formazione ridotta, si fa per dire, che era costituita da solo nove elementi. Se dovessi definire la loro musica, ammesso che si sia colti da quella irrefrenabile esigenza di dover classificare o catalogare qualsiasi cosa, avrei grosse difficoltà. Non sono un musicista e tanto meno un esperto fanatico di musica. Tuttavia volendo recensire l’evento qualcosa sulla loro esibizione dovrò pur dire. E quindi consapevole delle probabili idiozie che potrò pronunciare, descriverò molto sinteticamente le mie impressioni. Intanto c’è da dire che il gruppo, capitanato dal bassista Michael League, ha suonato molti più strumenti di quanti fossero i componenti. Cosa non ordinaria. Dal flauto traverso alla pianola. Amano e si divertono nell’esibirsi in pubblico. Non disdegnano le orchestre da camera con cui organizzano registrazioni ed eventi pubblici. 

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La musica che suonano non è inquadrabile in un genere ma piuttosto è un mix di più generi. La prima sensazione che ho percepito forse perché il mio orecchio ne aveva memoria, avendo vissuto quel periodo, era quella di ascoltare dei pezzi dei Jethro Tull, gruppo rock progressivo degli anni settanta-ottanta. Ecco fatto, prima cazzata direte voi! Sì, è possibile, ma lasciate che mi spieghi. La ritmica è potente e non a caso nella formazione abbiamo un percussionista e un batterista che in maniera fenomenale, e un pò circense aggiungo (ma fa spettacolo), si integrano e in maniera altrettanto fantastica suonano in sincrono. Potenza, forza, ritmo. Mi torna alla mente un brano come Locomotive Breath dei Jethro per capirci. Poi, ad un tratto, le tastiere e il moog disegnano melodie dolci, i fiati salgono e scendono nelle scale jazz oppure staccano sincopaticamente in puro stile funky, molto funky; i bassi vibrano dando potenza ai ritmi impressi dalle percussioni. Le loro performance, a differenza dei vecchi gruppi rock, sono solo strumentali se non con rare eccezioni.

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Insomma, ritrovo il rock progressivo, il jazz, il pop, il funk, ma anche note di afro-tribale, di baduismo, e di un pizzico di classicismo. I più sofisticati parlerebbero genericamente di genere fusion (se la cavano con poco). Una miscela comunque esplosiva, ben dosata, direi geniale! Di certo fuori dagli schemi a cui siamo ordinariamente abituati.

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Il Palazzo dei Congressi di Pisa era gremito di gente. Pessima scelta a mio giudizio, lasciatemelo dire! La pianta della sala assomiglia come forma a un joystick della playstation, un Controller DualShock per intenderci; al design ergonomico del controller non corrisponde però un’acustica perfetta della sala con il risultato che a coloro che erano agli angoli del palco (le impugnature del controller) arrivava un suono riverberato e spesso fastidioso. Tra il palco e l’entrata alla sala congressi vi erano solo una quindicina di metri, stracolmi di gente pressata in piedi. Gli SNARKY PUPPY sono da auditorium e perché no, forse anche da stadio!!

Band Members: Michael League - bass | Larnell Lewis - drums | Jason "JT" Thomas - drums | Robert "Sput" Searight - drums | Nate Werth - percussion | Marcelo Woloski - percussion | Keita Ogawa - percussion | Justin Stanton - trumpet & keyboards | Bobby Sparks - keyboards | Shaun Martin - keyboards | Cory Henry - keyboards | Bill Laurance - keyboards | Chris Mcqueen - guitar | Bob Lanzetti - guitar | Mark Lettieri - guitar | Mike "Maz" Maher - trumpet | Jay Jennings - trumpet | Chris Bullock - woodwinds | Bob Reynolds - woodwinds | Zach Brock - violin

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